C’era una volta … Le favole della mia infanzia, oramai lontana, iniziavano così. Quella che stò per scrivere non é una storia, é realtà, ma il finale non é scontato, lo possiamo scrivere insieme. Dunque, c’era una volta una signora che oltre al suo lavoro di ostetrica, amava anche molto gli animali ed aveva il “vizio” di raccogliere randagi … Ma lasciamo la parola al nipote … Sono Paolo, uno studente di 16 anni … Sono sempre stato molto legato alla mia cara Zia Teresa, dalla quale ho imparato ad amare gli animali. La sua vita é, infatti da sempre stata dedicata alla cura degli animali bisognosi: Raccoglieva cani e gatti randagi o feriti e li accudiva con tanto Amore. Per loro rinunciava a tutto ed il poco che aveva lo utilizzava per sfamare e curare i suoi cuccioli … Che a loro volta le hanno dato affetto e riconoscenza.
Al contrario, il genere umano, non si é dimostrato cosiì comprensivo, causandole anzi ansia e dolori. Per due volte si é trovata costretta a cambiare abitazione: Dopo l’incendio della sua casa di Colcavagno, lei ed i suoi cani, hanno trovato ospitalità presso una sorella a San Giacomo di Montaldo Roero. Alcuni dei suoi animali però sono stati avvelenati ed, in seguito a lamentele da parte dei vicini, ha ricevuto un’ordinanza di sgombero che l’ha obbligata, ancora una volta, a cercare una nuova sistemazione. Si é trasferita in una cascina alle porte di Montaldo Roero, ma pochi giorni dopo é deceduta improvvisamente … Ho pensato che il modo migliore per ricordarla e mostrarle rispetto fosse quello di prendermi cura dei 17 cani che tanto amava. Pertanto, ogni giorno, dopo la scuola, dedico tutto il tempo che mi resta a loro. Passo l’intero pomeriggio a preparare loro i pasti, a pulirli, spazzolarli, coccolarli … Anche i miei week-end e le mie vacanze sono interamente dedicati a loro. Non avendo ancora un lavoro e quindi una fonte di guadagno, riesco comunque a mantenerli e curarli grazie al contributo di una mia zia, di alcune persone di Montaldo e di altri volontari che mi hanno anche aiutato nella sistemazione delle recinzioni. Adesso però sono subentrati altri problemi: il comune ha emesso un’ordinanza di sgombero entro fine luglio … Chi prende tali decisioni non pensa al dolore, allo smarrimento, all’angoscia, al senso dell’abbandono che spesso conduce alla morte dei nostri amici a quattro zampe. Allontanare i cani da chi li ama è come abbandonarli sull’autostrada: non esiste differenza nel dolore ! Ed io mi oppongo anche a nome di tutte quelle persone che mi aiutano materialmente e moralmente perché, come me, manifestano il loro civismo, rispettando degli esseri i cui sentimenti sono degni del massimo rispetto. Come si può decidere a cuor leggero di strappare degli esseri viventi dalla loro casa, dal loro ambiente, da chi li ama ? I canili sono stracolmi, con cani che da anni vegetano dentro gabbie, ed io non accetto che i miei amici facciano una tale fine. A che pro fare spot ed appelli contro l’abbandono, se poi l’insensibilità e la freddezza di cuore di qualcuno bastano per staccare per sempre molti cani dalla loro casa e dal loro caro, unico amico, offrendo loro solo una morte prossima per crepacuore ?
Ora, voi che leggete, se avete qualche idea, suggerimento o consiglio per fare in modo che Paolo possa portare avanti questo suo proposito nonostante l’ennesima ordinanza di sgombero e l’ostruzionismo palesato dalle istituzioni statali, può scrivere a
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