Piccoli, croccanti, secchi, profumati di vaniglia, miele e di cannella sono i biscotti legati alle merende dell’infanzia di un tempo; gelosamente custoditi dentro le scatole di latta e riposte in alto nella credenza, affinché non potessero arrivarci le piccole mani dei ladruncoli casalinghi, oggi che le mamme e le nonne hanno un gran daffare sono stati sostituiti dall’industria che riesce a riempire metri e metri di scaffalature nei supermercati e anche nei piccoli negozi di alimentari. Lancino la prima pietra anche quei bambini un po’ cresciuti e con i capelli grigi che non si siedono comodamente la sera davanti al televisore con un sacchetto di golosità al cioccolato o alle nocciole da sgranocchiare durante il film o la partita di calcio della squadra del cuore.
Ciambelline, croccanti, brutti e buoni, scroccafusi, roccocò, e poi baicoli, berlingozzi, bocconotti e caciunitti, ci dicono già nel nome l’antica nobiltà della loro origine: sono infatti cibi delle origini della nostra civiltà gastronomica. Forse l’uomo viveva ancora nelle caverne quando una mamma fantasiosa si ingegnò a impastare ruvida farina schiacciata fra i sassi con il miele e a metterla a cuocere su una pietra arroventata: era nata la prima così la prima focaccetta! Oretta Zanini DeVita www.storiedicucina.it